• Decreto penale di condanna: cosa fare?

    Posted on settembre 14, 2012 by in Diritto penale

    Cos’è il procedimento per decreto (penale di condanna):

    Il procedimento per decreto è uno dei riti speciali previsti dal legislatore (artt. 459 e ss. c.p.p.. ): un procedimento penale aperto a Vs. carico, può essere definito con decreto penale di condanna quando la responsabilità dell’imputato appare con una certa evidenza se per i reati in contestazione è possibile applicare una sanzione finale costituita dalla sola pena pecuniaria, anche se inflitta in sostituzione di quella detentiva (calcolando euro 250,00 di pena pecuniaria per ogni giorno di detenzione).

    Il decreto penale viene emesso dal Giudice per le indagini preliminari su richiesta del Pubblico Ministero;

    Termini per proporre opposizione:

    Nel termine di gg. 15 (quindici) dalla notificazione del decreto l’imputato può proporre, personalmente o a mezzo del difensore nominato, opposizione al decreto penale con dichiarazione da depositare nella cancelleria del Giudice per le Indagini Preliminari che ha emesso il decreto o in quella del Tribunale o del Giudice di Pace del luogo ove l’interessato si trova;

    L’oblazione è un istituto giuridico attraverso il quale, in taluni casi, è possibile estinguere il reato adempiendo ad una obbligazione amministrativa. In sintesi l’illecito penale si trasforma in illecito amministrativo attraverso il pagamento di una determinata somma di denaro stabilita dalla legge.

    L’oblazione processuale è ammissibile solo ed esclusivamente per illeciti di lieve gravità, in particolare:

    • per le contravvenzioni punite con la sola ammenda: mediante il pagamento di una somma pari alla terza parte del massimo della pena stabilita dalla legge per la contravvenzione commessa (art.  162 c.p.);
    • per le contravvenzioni punite, alternativamente, con l’arresto o con l’ammenda: mediante il pagamento di una somma pari alla metà del massimo della pena stabilita dalla legge per la contravvenzione commessa (162 bis c.p.);

    Il reato penale, attraverso il pagamento della oblazione, degrada ad un ilelcito amministratico (come le multe del codice strada); Il Giudice, avuta prova certa del pagamento, emette sentenza di non doversi procedere con la quale dichiara l’estinzione il reato;

    Perchè può essere VANTAGGIOSO OPPORRE IL DECRETO

    - innocenza dell’imputato o vizi formali del procedimento penale, da far valere in giudizio abbreviato o ordinario;

    - possibilita’ di fare patteggiamento (non pagamento della somma pecuniaria, pena sospesa, non menzione sul casellario, cancellazione automatica di ogni effetto della condanna)

    - prescrizione del reato

    Dichiarazione di OPPOSIZIONE al decreto penale:

    Nel promuovere opposizione a norma degli artt. 461 e 557 c.p.p. l’imputato può richiedere al Giudice:

    1. il giudizio ordinario dibattimentale, in base al quale si celebrerà un processo ordinario con tutte le facoltà dell’imputato di dimostrare di non aver commesso il fatto o che il fatto non sussiste, puntando alla propria assoluzione.
    2. il giudizio immediato: il Giudice emette decreto a norma degli art. 456 c.p.p. fissando il successivo giudizio ordinario dinanzi al Tribunale territorialmente competente;
    3. il giudizio abbreviato: il Giudice fissa con decreto l’udienza davanti a sé, dandone avviso alle parti. Nel giudizio si osservano le disposizioni previste dagli artt. 438 e ss. c.p.p.;
    4. l’applicazione della pena su richiesta: rito speciale che prevede l’accordo tra accusa e difesa sulla quantificazione della pena da irrorare; il Giudice fissa con decreto l’udienza davanti a sé dandone avviso alle parti. Qualora il Pubblico Ministero non presti il proprio consenso, ovvero l’imputato non abbia formulato nell’atto di opposizione alcuna richiesta, il Giudice emette decreto di giudizio immediato come indicato al punto 1.

    Il Giudice, se è presentata domanda di oblazione contestuale all’opposizione, decide sulla domanda stessa prima di emettere uno dei provvedimenti di cui sopra.

    VANTAGGI DEL PATTEGGIAMENTO

    Il patteggiamento è potenzialmente appetibile per l’imputato (che, lo ricordiamo, accetta di non obbiettare alcunché all’ipotesi accusatoria del Pubblico Ministero) nel caso in cui col decreto penale di condanna si imponga il pagamento di una ammenda per somme di danaro molto consistenti (ad esempio per il reato di guida in stato di ebbrezza) poichè:

    1. assicura una riduzione della pena fino ad un terzo;
    2. la richiesta di risarcimento della eventuale vittima non è contemplata nel patteggiamento e, quindi, l’offeso da reato deve istruire una causa civile (con i suoi tempi) nella quale, tuttavia, è esclusa l’efficacia civile della Sentenza di patteggiamento (in ogni caso il Giudice del patteggiamento – se la persona offesa lo richiede – può condannare l’imputato alla rifusione delle spese legali sostenute dalla vittima);
    3. la Sentenza di patteggiamento non è una pronuncia di condanna né come tale può essere valuta in sede extrapenale
    4. quando la pena patteggiata è uguale o inferiore ad anni due, il patteggiamento può essere subordinato alla sospensione condizionale della pena (quindi NON SI PAGA ALCUNA SOMMA E NON SI SCONTA ALCUNA DETENZIONE) che determina l’estinzione del reato decorsi cinque anni dal patteggiamento subordinato (due anni se si tratta di contravvenzioni patteggiate);
    5. la sospensione condizionale della pena determina anche la non menzione della Sentenza nel casellario giudiziario dell’imputato richiesto dai privati (la c.d. “fedina penale”) ;
    6. vi è esonero dalle spese processuali per l’imputato;
    7. non sono previste pene accessorie e misure di sicurezza (eccetto la confisca obbligatoria) ma va rilevato che nel caso di guida in stato di ebbrezza il Giudice applicherà la sanzione amministrativa accessoria (anche se non oggetto dell’accordo) della sospensione della patente di guida;
    8. limita le spese legali che l’imputato deve sostenere.

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6 Responses so far.

  1. M. B. scrive:

    Mi hanno notificato un Dpc per guida in stato di ebbrezza. Conviene fare opposizione?

    • staff scrive:

      la convenienza è da valurtare alla luce della specifica condanna pecuniaria,dei precedenti penali etc., in genere si può dire che facendo opposizione ai fini di patteggiamento con sospensione condizionale, il vantaggio maggiore risiende nel fatto che non si paga la sanzione e dopo 5 anni si cancella ogni effetto della condanna patteggiata

  2. Marco scrive:

    Mi hanno notificato decreto penale di condanna.
    I capi di imputazione sono 2.
    Il primo è oblabile, il secondo no.
    Posso oppormi chiedendo l’oblazione per il primo e rito normale per il secondo?

    Grazie.

  3. Alessandro scrive:

    Salve, volevo sapere se in seguito ad un’opposizione ad un decreto penale di condanna è possibile revocare l’opposizione stessa e pagare la multa. Premetto ce avrò l’apertura del processo con la prima udienza a giugno 2012

  4. lucio scrive:

    Salve. Sono stato condannato a un anno ed ho scelto il rito abbreviato, dopo però non ho più presentato appello. In questo caso insieme alla pena sospesa condizionale c’è anche la non menzione come nel caso del patteggiamento?
    Grazie

  5. manlio scrive:

    Ma anche il 460 comma5 (DECRETO PENALE) prevede l’estinzione del reato (dopo 5 anni in caso di delitto o 2 per contravvenzione) se l’imputato non commette reati della stessa indole! A che giova fare opposizione e chiedere il patteggiamento se i benefici sono i medesimi, e anzi qui la riduzione arriva a 1/3 max mentre nel decreto a 1/2 max??

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